4 novembre per i nostri caduti: Onori! – blog del Bersagliere


Discorso Sindaco 4 novembre per i nostri caduti: Onori! – blog del Bersagliere
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Istituita nel 1919, la celebrazione del 4 novembre è l’unica festa nazionale che abbia attraversato decenni di storia italiana: dall’età liberale, al Fascismo, all’Italia repubblicana. Nel 1921, in occasione della celebrazione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, il Milite Ignoto venne sepolto solennemente all’Altare della Patria a Roma.
Nel 1922, poco dopo la marcia su Roma, la festa cambiò nome in Anniversario della Vittoria, assumendo una denominazione caratterizzata da un forte richiamo alla potenza militare dell’Italia, mentre dopo la fine della seconda guerra mondiale. Nel 1949, il significato della festa è tornato quello originale, ridiventando la celebrazione delle forze armate italiane e del completamento dell’Unità d’Italia.

Nel corso degli anni ottanta e novanta la sua importanza nel novero delle festività nazionali è andata declinando. ma negli anni duemila, grazie all’impulso dato dall’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che fu protagonista, all’inizio del XXI secolo, di una più generale azione di valorizzazione dei simboli patri italiani, la festa è tornata a celebrazioni più ampie e diffuse.

Occorre tenere alti i valori condivisi, impostati sulla difesa costante della democrazia e di quei principi di solidarietà previsti dalla Costituzione.
Oggi preoccupano gli episodi sul rischio di imbarbarimento della società sui casi di razzismo trattati in modo simpatico e quando troppo spesso al confronto delle idee si sostituisce il dileggio  dell’avversario.
Fenomeni diffusi di hate speech, dell’intolleranza, dell’antisemitismo, bullismo adulto che si trasmette ai più giovani, parole dell’odio sia facile passare ai fatti.

Con l’avvento dei social media, la modalità di “raccontare storie” è cambiata radicalmente: la vita quotidiana è raccontata minuto per minuto, la soggettività viene esposta al pubblico del web, che può interagire con il contenuto pubblicato con notevole libertà. La condivisione costante di testi, immagini ed opinioni, porta tuttavia con sé diversi interrogativi: cosa mostrano i contenuti che vengono condivisi? Quali sono le fonti di informazioni? Come viene costruita la rappresentazione dell’alterità? Quali sono le ripercussioni delle nostre opinioni sul web? Quali quelle dell’hate speech nella vita reale?
Occorre lanciare un confronto con un fenomeno di questa portata e ragionare sull’impatto che questo potrebbe avere sugli adulti di domani. Si intende creare nei giovani maggiore consapevolezza sugli strumenti a disposizione e favorire, in questo modo, la creazione di modalità virtuose di raccontare e raccontarsi, tutelando il rispetto dei diritti ed evitando qualsiasi forma di costruzione pregiudiziale dell’altro.
Ai ragazzi è garantito tutto lo spazio libero, insieme alle loro esperienze personali, riscontrando come l’hate speech online sia un fenomeno estremamente presente e “normalizzato” nel loro rapporto con lo strumento social.
In tal senso occorre porre costante e sempre rinnovata attenzione al tema del bullismo tra ragazzi giovanissimi, che sono indubbiamente vittime, ma che con estrema facilità apprendono metodi e comportamenti scorretti o peggio.

Sottolineo come il discorso d’odio in rete rientri a pieno titolo tra i fenomeni di discriminazione e dunque sia un esempio di violazione dei diritti umani, e sulle sue caratteristiche e sulle fasce di popolazione a cui è maggiormente rivolto. Razzismo, sessismo ed omofobia sono infatti tra le sue manifestazioni più comuni.
I cambiamenti che oggi abbiamo di fronte devono essere affrontati con estrema serietà, senza sottovalutare alcuna espressione di odio che rischia di intaccare quei valori di libertà, pace e democrazia per i quali i nostri caduti anno dato la vita.

POST SCRIPTUM. ….30 anni fa cadeva il muro di Berlino: quel muro eretto per odio, assenza di dialogo, diffidenza, incapacità di guardare il futuro con occhi diversi, epilogo e presagio di guerre.
Da quella capitolazione si è aperta una prospettiva, una luce quella del popolo europeo unito nel rispetto nelle nostre identità. Non facciamo l’errore di alzare nuovi muri.

Viva l’Europa in pace, Viva l’Italia unita.”

IL SINDACO
Paolo Pelliccioli