Comune: Sindaci dal 1883

Mozzo 1809

ELENCO DEI SINDACI CHE HANNO AMMINISTRATO IL COMUNE DI MOZZO

Edoardo comm. avv. Cossa già sindaco nel 1883

Edoardo comm. avv. Cossa Eletto sindaco il 17 dicembre 1889

Edoardo comm. avv. Cossa Eletto sindaco il 8 maggio 1895

Edoardo comm. avv. Cossa Eletto sindaco il 22 agosto 1898

Edoardo comm. avv. Cossa Eletto sindaco il 10 settembre 1902

Giuseppe avv. Cernuschi Eletto sindaco il 26 luglio 1905

Giuseppe avv. Cernuschi Eletto sindaco pro-tempore nel 1906 –

Giuseppe avv. Cernuschi Eletto sindaco nel 1907

Pietro Cattaneo Eletto sindaco nel marzo 1909

Giuseppe avv. Cernuschi Eletto sindaco nel luglio 1910

Pietro Cattaneo Eletto sindaco il 13 giugno 1912

Giuseppe avv. Cernuschi Eletto sindaco nel giugno 1914

Giuseppe avv. Cernuschi Eletto sindaco il 31 maggio 1919

Enrico cav. Sigismondi Eletto sindaco il 19 marzo 1921

Enrico cav. Sigismondi Nominato Podestà il 29 maggio 1926

 (legge 4 febbraio 1926, n. 237 e Regio Decreto Legge 3 settembre 1926, n. 1910)

ISTITUZIONE COMUNE DI CURDOMO – (Regio decreto 8 settembre 1927 n. 1745)

Enrico cav. Sigismondi Podestà – Dichiarato decaduto dall’incarico il 24 aprile 1931

Aldo Crespi Nominato Podestà nel maggio 1936 –

Antonio Leidi Eletto sindaco nel maggio 1945

Franco Leidi Eletto sindaco nel marzo 1946

RICOSTITUZIONE COMUNE DI MOZZO – (1 gennaio 1948 – GU n.241 del 20-10-1947)

Angelo dott. comm. Cattaneo Commissario Prefettizio dal 1 gennaio 1948 –

Angelo dott. comm. Cattaneo Eletto sindaco il 4 luglio 1948

Pasquale Bonacina Eletto sindaco pro-tempore il 31 agosto 1950

Angelo Dott. Comm. Cattaneo Eletto sindaco il 14 settembre 1950

Pasquale Bonacina Eletto sindaco pro-tempore il 18 ottobre 1952

Luigi De Micheli Eletto sindaco il 2 novembre 1952

Luigi De Micheli Eletto sindaco il 11 novembre 1956

Pasquale Bonacina Eletto sindaco il 19 agosto 1958

Mario Francesco Della Torre Eletto sindaco il 7 dicembre 1958

Mario Francesco Della Torre Eletto sindaco il 25 giugno 1961

Mario Francesco Della Torre Eletto sindaco il 13 giugno 1965

Gaetano Mazzola Eletto sindaco il 30 giugno 1970 – Dimessosi il 5 novembre 1970

Umberto Mazzoleni Eletto sindaco il 5 novembre dicembre 1970

Antonio Fossati Eletto sindaco il 29 giugno 1975

Antonio Fossati Eletto sindaco il 4 luglio 1980

Luigi Carminati Eletto sindaco il 1 giugno 1985

Luigi Carminati Eletto sindaco il 4 luglio 1990 – Dimessosi il 29 ott. 1991

Bortolo Gherardi Eletto sindaco il 14 dicembre 1991- Dimessosi nel sett. 1993

Marco Monachese; Eletto sindaco il 21 novembre 1993

Marco Monachese; Eletto sindaco 16 novembre 1997

Silvio Peroni Eletto sindaco 26 maggio 2002

Silvio Peroni Eletto sindaco 27 maggio 2007

Paolo Pelliccioli Eletto sindaco 6 maggio 2012

Paolo Pelliccioli Eletto sindaco 11 giugno 2017

Gianluigi Ubiali Eletto sindaco 12 giugno 2022

Mosè del Brolo scrive:

Della regina avo, Crotacio, con mirabil opra, de’ suoi tesori costruì la regia delizia; e dal suo nome, è fama antica, Crotacio il loco dissero, che in seno le mortali reliquie ancor ne chiude. E manifesto indizio, ti sia, quella che al defunto signore alta colonna eresse quivi Orobia devota. Qui molte ville ancora, da’ signori antichi erette, e di novello canto e di musa gentil degne, vedrai. Ma taccio il nome di ciascuna e il sito, non forse tedio a te il prolisso canto rechi, o lettor. Ma te, cui Muzio impose ai nostri colli, il principe possente, non tacerò: da Muzio, è fama, il nome ancora ebbe il castel, che per antico costume Mozzo è detto, onde io di quello la gente e il sito dirò in breve canto, né lascerò che nube d’oblio sì bel luogo celi.

Movesi il puro colle dal fervente piano e piega indi ver l’orsa rigida ed il gemente carro. Qui, presso al pian, s’eleva, ed alta rocca d’insidie altera spazzatrice, ha su la vetta, che la muzia gente cinse di triplice muro e la chiuse con la roccia nativa, che scoscesa precipita. Qui boschetti ove fiorisce il castagno e sempre verdi pratie pampinee viti, e meli e noci e olivi, fonti de’ campi beati; il colle allieta una selvetta ancor di varie fiere piena, onde i signori con segugi e reti fanno preda.

Di nulla il loco è privo che l’uom per bella vita brami; tal natura benigna de’ suoi doni gli dié dovizia. Antica stirpe il tiene d’alto sangue gentil, superiore ai vicini d’armi e beate ricchezze. Escon di tal prosapia cittadini di savia mente, onde il comune invoca ne gli urbani negozi alto consiglio. Evvi Ambrogio fra lor, che adorna il fiore d’ogni costume, dal primo tempo pueril, più leggiadro e bello. Cara e dolce mi fia sino a l’estremo sospiro sua memoria, e lui con novo più bello stile sempre dirà il mio canto. De la schiatta il gentil germe deriva, dalla regia prosapia del possente principe Appone. Questi, le infelici galliche terre abbandonando, poiché amore d’Italia bella gli fervea nel seno, attraversò paesi nemici in crude battaglie sfidando, e prese molte terre e molti castelli.

Ma punse in core tanto desio de la Muzia rupe, del possesso del suo manier, leggiadro e nido simil. In pertinace assedio alfin la prese e pur vittoria docil soleva porgergli la chioma. Longuelo, dove lasciai, d’ameni prati ridente, il core avrai, nel carme mio presago, perenne fama.