Mozzo/Comunità Viva: Il tormentato seguito all’apparizione della Madonna alle Ghiaie – seconda e ultima parte



Avvenimenti rimasti nelle memoria popolare

Il tormentato seguito all’apparizione della Madonna alle Ghiaie

seconda e ultima parte

L’ipotesi per cui la città di Bergamo non venne mai bombardata dagli angloamericani

 

Facciamo seguito al nostro primo articolo “60° anniversario delle apparizioni della Madonna alle Ghiaie”, evento avvenuto il 13 Maggio 1944. Si vuol ricordare come alle apparizioni seguì un tormentato iter durato lungo tempo. I contrari alle apparizioni hanno sollevato moltissimi dubbi, tra questi la data del 13 maggio che coincide con l’inizio delle apparizioni di Fatima; poi il fatto che Adelaide fosse allora minorenne come le altre ragazze, la sorella Palmina, Serena e Bettina che non furono partecipi dell’apparizione, ma si trovavano in quel momento accanto ad Adelaide e avevano notato che il suo volto diventava livido al punto che gridarono: “L’è morta in pe”.

Il fatto che la Madonna si sarebbe rivolta ad Adelaide in dialetto bergamasco (“Adelaide, iga mia pùra: me só la Madona”) non ci dovrebbe stupire. A Lourdes, la Madre di Dio aveva parlato nel dialetto di Bernadette, e a La Salle (Francia), un piccolo borgo di 150 abitanti situato a 1770 mt d’altitudine, il 19 sett. 1846, per farsi intendere dai piccoli ed incolti pastorelli Melania e Massimino, aveva dovuto tradurre nel loro linguaggio alcune espressioni troppo francesi.

Ovunque è apparsa nei cinque continenti, la Regina del Cielo si è adattata al linguaggio del luogo.

L’anno seguente l’apparizione, nel 1945, cominciarono a circolare alcune copie fotografiche di una pagina di quaderno, contenente una dichiarazione scritta e firmata da Adelaide Roncalli la quale ritrattava le precedenti dichiarazioni.

Il caso era stato affidato a un giovane prete, don Luigi Cortesi, noto per la sua intelligenza e preparazione. Questi seguì i fatti delle Ghiaie fin dai primi giorni delle apparizioni: scrutò, indagò, approfondì le 13 apparizioni frequentando assiduamente la bambina Adelaide. Le conclusioni del lavoro d’indagine di don Cortesi (che molti devoti della Madonna delle Ghiaie si rifiutano fino ad oggi di accettare, perché sarebbero frutto di pressioni esercitate sulla piccola presunta veggente) sono raccolte nell’Atto Vescovile del 30 aprile 1948 di cui si riporta l’ultima parte:

 

“Non consta della realtà delle apparizioni e della rivelazione della Beata Vergine ad Adelaide Roncalli a Ghiaie di Bonate nel Maggio 1944. Con questo non intendiamo escludere che la Madonna, fiduciosamente invocata da quanti in buona fede la ritenevano apparsa a Ghiaie, possa aver concesso grazie speciali e non ordinarie guarigioni, premiando in tal modo la loro devozione verso di Lei. In virtù del presente Atto ogni forma di devozione alla Madonna, venerata come apparsa a Ghiaie di Bonate, a norma delle leggi canoniche resta proibita”.

Bergamo, 30 Aprile 1948

Adriano Bernareggi, Vescovo di Bergamo

 

 

I sostenitori delle apparizioni fanno notare che nell’Atto Vescovile ci sono due parole sulla cui interpretazione si è molto discusso: “Non consta”.

Il nuovo Zingarelli, vocabolario della Lingua Italiana dice:

“Non consta, detto di fatto non dimostrato in modo convincente”. “Non consta” quindi nell’Atto Vescovile significa: non ci sono ancora prove convincenti, ma non vuol dire: è certo che la Madonna non è apparsa.

 

La vicenda delle Ghiaie diventa la chiave della salvezza della città di Bergamo, secondo don Vittorio Bonomelli, il famoso “Gioppino con gli scarponi di Radio Londra”. Questi era un prete bresciano, che esercitava il suo ministero in Valcamonica; arruolato nella “ Special Force”, fu paracadutato a Clanezzo in compagnia del capitano inglese Peter Cooper.

Monsignor Bonomelli con, alla sua destra, il capitano inglese Peter Cooper

Quest’ultimo fu colpito dalla partecipazione popolare all’evento di Bonate, che filmò dal vivo, travestito da prete. Le segnalazioni di don Bonomelli e di Cooper contribuirono a far rinviare e poi annullare il bombardamento squarciante, programmato dal comando alleato di Bergamo per il 14 agosto 1944. Secondo don Bonomelli, sotto lo pseudomino di “Platone”, era ormai stabilito che si doveva proprio bombardare Bergamo, in particolare Città Alta e Casa Littorio, dove spesso parcheggiava il furgone speciale di Kesserling. Di più la radio preannunciò per Bergamo un bombardamento del tipo di quello subìto da Brescia, in cui Bergamo sarebbe stata rasa al suolo. Ormai il bombardamento sembrava inevitabile, quando……

“Una sera l’alto Ufficiale alleato, guardando Bergamo dalla Maresana, stracciò tutti i rapporti ed esclamò: <<Non voglio dare un dispiacere alla Madonna e alla devozione di tutti i suoi pellegrini>> e partì per il Sud, via Svizzera, per informare il comando alleato e chiedere istruzioni”.

Bergamo fu risparmiata e per questo singolare privilegio, di cui beneficiò rispetto alle altre città lombarde, venne chiamata “città del miracolo”.

 

a cura di Luigi Rota

 

Bibliografia:

“Il simbolo di Ghiaie” Tipogr. La Cittadina (BS)

“La fede della gente a Bonate” Ermenegilda Poli (arti grafica Stella Vertova BG.1988 )

La fotocopia dell’atto notarile è tratta dal libro “Madonna delle Ghiaie Madre delle famiglie”. Ed. Villadiseriane