Mozzo/Storia: LE “narcisate” del mese di Maggio di Luigi Rota



Alla ricerca del tempo vissuto

LE “narcisate” del mese di Maggio

Òia o no òia-dice il proverbio- ol mis de Mas

böta la fòia(si voglia o no,nel mese di Maggio

spuntano le foglie) e fra i tanti proverbi su questo mese ​

c’è né uno che dice:« A Mas al böta anche i manéch di badéi»

(a Maggio germogliano anche i manici dei badili).

Ricordo con nostalgia la ricorrenza del 1° Maggio, festa dei lavoratori nei primi anni cinquanta.In quel periodo si lavorava 6 giorni la settimana e questo giorno era riservato allo svago, con gite sui colli di Mozzo e alla Maresana. – Noi ragazzi e ragazze della Piazza Trieste e della Cascina “La Mola” si organizzava la gita sul Monte Linzone, detta la “narcisata”. Si partiva di buon mattino con le proprie biciclette, chi non la possedeva era ospitato sul canotto della bici dell’amico. Si andava ad Almenno San Salvatore fino ai piedi della “montagna”(per noi della pianura quel monte di 1392 metri era una montagna). Si depositavano le bici in un cortile “amico” e con gli zainetti in spalla: con pane, salame e una borraccia d’acqua si imboccava la mulattiera che conduceva alla Roncola San Bernardo (mt. 854). Alle ore 9 quindi in Piazza della Roncola, seduti sul muretto fuori dalla Chiesa, si faceva colazione al sacco, con rifornimento di acqua alla fontanella. I più “ricchi”, cioè quelli che avevano in tasca qualche cento lire, entravano in negozio a comperare la mortadella (chissà perché in montagna la mortadella è sempre desiderata ed è sempre la migliore) e due stecche di cioccolato, che poi generosamente distribuivano un quadretto a testa, in particolare alle ragazze. Rifocillati si iniziava la salita, costeggiando il cimitero del paese. Questo sentiero in un ora e mezzo ci portava alla vetta, sovrastata dalla grande croce in ferro.- Ricordo la grande distesa bianca di narcisi, questi stupendi fiori autoctoni che visti così in grande quantità davano in lontananza l’impressione di un manto di neve. Dopo l’abbondante raccolta di fiori ed aver pranzato al sacco seduti sul basamento della croce,e scattata una foto ricordo, le ragazze intonavano la canzoncina “ Quel mazzolin di fiori” e su queste note lentamente e allegramente ci si incamminava (in ordine sparso) sul sentiero per il ritorno. Arrivati in Paese della Roncola ,ultima sosta al Bar Centrale, dove un orchestrina suonava,noi ci univamo agli altri ragazzi a ballare valzer e tanghi, tirando sera in allegria.- Durante la bella “narcisata” avevamo conosciuto nuovi amici e amiche di Ponte S. Pietro e Brembate e per molti anni ci siamo ritrovati e condiviso la nostra amicizia in allegria in mezzo ai narcisi. Alcuni di noi si sono anche fidanzati e felicemente sposati. Ora siamo nel 2016. Penso che sull’Inzone non ci sia più questa grande quantità di narcisi come ai tempi della mia gioventù. Tante cose sono scomparse, ricordate i”Balóres” (maggiolini), ma dove sono finiti? Le sere di Maggio quando in primavera le temperature erano gradevoli e seduti nell’erba si sentiva il profumo dei fiori,era possibile che qualche maggiolino ti colpisse in faccia , tanti ne svolazzavano. Anche i grilli sono pressoché scomparsi. La cementificazione, la motorizzazione agricola, l’azione degli insetticidi, come per i maggiolini , hanno minato la loro esistenza. Al calar del sole, quando si è appena fatta sera:gli uccelli hanno smesso di pigolare, e l’uomo ha cessato le attività; la campagna per un attimo diventa silenziosa.Quell’attimo da il via allo stridulare dei grilli, tanti cri,cri…riempiono i campi e si diffondono. Sono i maschi che al limitare della tana,appena scavata, invitano la compagna a venire per deporre le uova.O, per dire al cielo stellato che anche lui, grillo,esiste, e fa parte del creato. Questi trilli armoniosi nelle serate primaverili non si sentono più. Purtroppo “la dove c’era l’erba ora c’è una città” come cantava quel ragazzo della Via Gluck.

E per finire in bellezza, un altro proverbio: quanto alla temperatura la prudenza è d’obbligo. Le nonne raccomandavano« Fina ai quaranta de Mas,no laga zò i tò strass» ( Fino ai quaranta di Maggio: non toglierti i tuoi indumenti) anche se la stagione invita ad alleggerirsi negli indumenti, è buona norma essere prudenti, perché ancora il tempo non si è stabilizzato.  

                                                                                                                                                     Luigi Rota