Mozzo/Storia: i misteri di Casa Dolci… (di Luigi Rota)


FATTI AVVENUTI A MOZZO NEL CORTILE DELLA CASA DOLCI NEL 1957
Era consuetudine nel tempo passato,e anche in anni recenti, di mettere immagine sacre nelle singole case,collocandole in grotte, tribuline o santelle. Nella maggioranza dei casi si trattava di statuette della Vergine Maria, per invocarne la sua protezione sui luoghi dove venivano collocate.
Nel 1957 a Mozzo di Sopra, angolo tra Via San Lorenzo e Via Todeschini, nel cortile della casa del signor Eugenio Dolci (famiglia patriarcale di 13 figli) si decise di costruire una tribulina e dedicarla alla Madonna di Lourdes in segno di devozione e riconoscenza. Tutto questo , per certi fatti strani che turbarono la famiglia Dolci, e incuriosirono tutto il paese.

Ma per saperne di più sono andato dalla signora Rita figlia di Eugenio che abita in un appartamento sopra il cortile dove avvennero questi fatti. Signora Rita, c’ero anch’io il giorno che il Parroco don Carlo Zambelli venne a benedire la Santella, vuole gentilmente ricordare ai nostri lettori il motivo per cui si pensò di mettere una statua della Madonna in questo posto? « A metà anni ’50 si abitava nella nostra vecchia casa di Via Todeschini, con annesso terreno agricolo; avevamo tre mucche e molti animali da cortile. La famiglia era diventata numerosa, quindici persone e mio padre per motivi di spazio acquista un rustico (chiamato la Cà di Mandei) con cortile,portico e stalla, situata in Via San Lorenzo 1, angolo Via Todeschini. Mio Padre era un buon muratore (aveva già costruito la nostra casa in Via Todeschini) e con un paio di uomini, come aiutanti, inizia a ristrutturare la vecchia cascina. – Un giorno ,nostro padre ci raduna tutti e ci chiede se per caso giocando avessimo preso degli attrezzi da muratore che erano spariti; la cazzuola, la fratassa,il martello e il badile. Nessuno di noi aveva toccato niente».
Allora signora Rita come si andò avanti con il lavoro?
« Quel giorno non si lavorò; sembrava assurda la sparizione degli attrezzi; si cercò tutto il giorno in tutti i posti impensabili , finchè si decise di comperarne di nuovi. Dopo alcuni giorni, con sorpresa fu rinvenuta la cazzuola e la fratassa nel brolo (giardino) del Conte Albani. Allora si presero delle precauzioni: nella pausa del mezzogiorno, mentre i muratori andavano a pranzare, qualcuno rimaneva a fare la guardia nel cortile; ma i fatti continuarono. Successe anche che un mattino le mucche non erano più nella stalla sebbene fossero legate con la catena: erano libere nel cortile. Così pure sparì una bicicletta, che successivamente venne ritrovata nei campi. Mentre eravamo in campagna a lavorare nella zona detta “i cióss” (Chioso), e avevamo appeso ad un albero le giacche e le maglie, queste sparirono. Furono poi trovate nascoste sotto un grosso macigno; per recuperare i vestiti ci sono voluti tre uomini forzuti. E poi accaddero tante altre piccole cose che ci facevano impazzire». Scusi signora Rita, era lecito sospettare che qualcuno si divertisse alle vostre spalle?

« Beh, “l’invidia non è mai morta” dice un proverbio bergamasco. Comunque noi pregavamo la Madonna di Lourdes che ci liberasse da questo incubo. Abbiamo parlato con il Parroco don Carlo Zambelli che venne sul posto per una benedizione, ma i fatti strani non cessavano. Interpellammo anche il Curato don Giacomo Sizzi che ci chiese di aspettare qualche giorno, perché prima voleva consultare dei testi religiosi e venire sul posto preparato per una benedizione speciale. Così fece…Venne nel nostro cortile accompagnato da due chierichetti e dopo aver letto dei Salmi, recitate delle preghiere specifiche, impartì la benedizione con l’acqua santa. E cara la mia gente! Credere o non credere nei giorni successivi non successe più niente. Come voto fatto alla Madonna di Lourdes da parte di mia madre, mio padre costruì la “Tribulina” dedicata alla Madonna. Venne inaugurata e benedetta nell’anno 1957 dal Parroco don Carlo Zambelli, con la partecipazione di molta gente del paese. Tutti gli anni a Maggio in occasione del passaggio della statua della Madonna Pellegrina il corteo si ferma davanti alla nostra Santella per una preghiera alla Beata Vergine di Lourdes».
Luigi Rota