Mozzo/2 ottobre: Festa Dei Nonni…


    
Riceviamo un contributo scritto da parte di un nonno pensionato in occasione della prossima festa del 2 ottobre che pubblichiamo:

“EVVIVA I NONNI PENSIONATI !
 E’ da tempo accertato, anche statisticamente, che i trasferimenti di reddito fra anziani e loro discendenti di una medesima comunità generazionale (nonni, figli e nipoti) costituiscono un flusso di sostegno economico

rilevante e consistente: la pensione e in genere i risparmi dei genitori anziani sono spesso la fonte di finanziamento per l’acquisto della prima casa dei figli, oltre che una specie di “ indennità di disoccupazione “ di quelli che non riescono a trovare un lavoro stabile.
E’ quindi contrario alla verità dei fatti evocare inesistenti conflitti generazionali e penalizzare l’anziano ancora in attività ponendo un freno alla sua retribuzione, o se pensionato, col blocco o la riduzione della rendita previdenziale, considerandolo cioè un peso per il bilancio pubblico.

Tutt’altro la propensione al risparmio dell’anziano è elevata e rappresenta una quota significativa della ricchezza che genera direttamente o indirettamente gli investimenti nell’economia e la spintaconsumistica necessaria per la ripresa economica.

Possiamo tranquillamente affermare (perché sostenuti dall’Istat) che la ricchezza degli anziani non resta nelle loro tasche: salvo una piccola parte, cioè quella delle persone che sono emigrate, portandosi al seguito la propria pensione in Paesi con più gradevoli prospettive di vita (meno tasse, più benessere), o perchè rimasti soli (dopo la morte del coniuge), la stragrande maggioranza – quella che si qualifica “attiva” – è rimasta a casa per rendersi utile (non solo con il denaro) al prossimo, anzi al più prossimo, cioè figli e nipoti.

Della famiglia si parla molto, tutti i partiti la mettono al centro dei loro programmi e ne vantano i valori, ma poco o niente fanno e il nostro Paese è quello in Europa dove meno si spende per le politiche familiari. In difetto di aiuti pubblici, le famiglie italiane si sostengono attraverso una solidarietà interna, per la quale i nonni svolgono un ruolo insostituibile di supporto peri il bilancio familiare.

Gli anziani sono primattori del welfare “fai da te”, quello che tiene insieme le nostre comunità e che ammortizzano gli impatti sociali della crisi. Non disponiamo di un dato preciso sul numero di anziani pensionati che fanno volontariato, ma sicuramente sono moltissimi.

In conclusione , l’anziano deve essere per la società di oggi (e di domani) una risorsa e non una zavorra. Se la sua voglia di spendere sarà sostenuta non da ragioni di solo benessere personale, ma incentivata dal volersi rendere utile, innanzi tutto alla propria famiglia, ma anche nel volontariato in favore dei meno fortunati, cioè se,in poche parole, l’anziano mette anche gli altri a parte della propria carica vitale di esperienza, di saggezza e di esempio, non solo di mezzi economici, sarà una vera ricchezza per la nostra società, anche se non conteggiata nel Pil.

Ci par di sentire le grida gioiose dei nipoti per la prossima festa del 2 ottobre: evviva i nonni pensionati!

P.A.M.”