Mozzo/Misteri: “le uova dal cielo sulla Terra Santa..” di Luigi Rota


  NON SI E’ MAI SAPUTO CHI FOSSE A LANCIARE I SASSI e le uova marcie dal cielo

Borghetto anno 1937

Questo racconto sembra tratto da: le EFFEMERIDI di Donato Calvi, invece è successo a Mozzo.

La mia memoria mi porta all’anno 1937. Quando ero ragazzino, sentivo la persone adulte che parlando del Borghetto dicevano la “TERRA SANTA”.

Questa frase fu pronunciata varie volte anche dal parroco di quell’epoca, don Egidio Grassi. Non posso sapere se l’avesse usata come battuta scherzosa o se vi fosse qualcosa di vero . Il fatto certo è, che al di qua del monte, cioè in Piazza, quando si parlava del Borghetto si diceva “DE LA’ DEL MUT” (al di là del monte ) è TERRA SANTA.

Questa frase è ancora usata dagli anziani mozzesi DOC. – La zona del Borghetto, si trova in una stupenda posizione, a conca, soleggiata tutto il giorno e protetta dal monte Gussa dal vento di tramontana. Si coltivano ancora oggi ortaggi di primizia. Ricordo che negli anni 40 e 50 i contadini del Borghetto portavano le loro verdure al mercato di Bergamo e riuscivano a monetizzare il loro lavoro con i frutti della terra,ciò che in altre zone del nostro paese non era possibile. Al Borghetto maturava l’uva migliore e i contadini aprivano le cantine al pubblico creando le (FROSCHE) o frasche, salvaguardando il miglior vino bianco che offrivano alla Chiesa di Mozzo per la Santa Messa. In tutto il territorio di Mozzo in quegli anni non esisteva nessun albero di ulivo, mentre al Borghetto gli ulivi non mancavano, e alla Domenica delle Palme in chiesa si distribuivano i rami di ulivo forniti dai contadini del Borghetto, i rami che avanzavano venivano bruciati per ricavarne la cenere per il giorno delle Sacre Ceneri. Negli anni 40 questa zona era popolata da circa 10 famiglie, tutte numerose. Questa gente era assidua frequentatrice della nostra Parrocchia; non c’era tempo inclemente che li potesse fermare. Salivano la scaletta dissestata,mancante ogni tanto di gradini, e in inverno con la neve, arrivavano in Chiesa con i piedi tutti bagnati. Ricordo personalmente che alcune ragazze tenevano un paio di scarpe di ricambio in deposito dalla sorella del Curato don Angelo Merelli (la signorina Natalina) e cambiavano le scarpe e le calze bagnate prima di entrare in Chiesa.

Ma un fatto, a dir poco inquietante, successe al Borghetto nell’anno 1937 ed è tuttora ricordato dagli anziani di Mozzo e da me personalmente, anche se non fui presente ai fatti dell’epoca perché avevo quattro anni e abitavo in Piazza Trieste. Più tardi andando a scuola e parlando con i compagni capii cosa era successo in quel cortile…

Dopo tanti anni trascorsi da questo strano inquietante fatto ,mi reco al Borghetto a trovare il mio amico Michele Nava (conosciuto da tutti con il nome di Michelì) per farmelo raccontare quale testimone oculare del fatto. – Michele inizia il racconto spiegandomi come era questa cascina, e da quali famiglie era abitata. «…situata in fondo alla “scaletta” sulla destra di chi scende, era di proprietà della Signora Legramandi, vi abitavano i miei zii Vincenzo e Giacomo Taramelli – dice Michele inoltre la famiglia di Giuseppe Mazzola, la famiglia Bonati e la mia famiglia composta da mio padre ,mia madre e il nonno. Tutte le sere d’estate il nonno riempiva d’acqua un mastello di legno posto sotto la grossa pianta di noci al centro del cortile. Si sedeva su un grosso sasso e immergeva i piedi nell’acqua. Io (avevo 10 anni) mi sedevo accanto a lui e mi facevo raccontare le avventure di gioventù. Ma quella sera si interrompe subito perché nel mastello e tutto intorno iniziano a cadere delle uova marce e dei sassi. Da notare che i sassi erano piatti e lisci come quelli dei fiumi e pur sfiorandoci non ci colpirono. La caduta durò pochi minuti, e in un attimo nel cortile arrivarono tutti i componenti delle famiglie incredule» – Senti Michele hai avuto paura? «Certo, avevo dieci anni, ed ebbi tanta paura,mi rifugiai in casa e non volevo più uscire». Questi lanci si ripeterono per diversi giorni. Chiesi a Michele: Con il senno di oggi, non pensi che ci sia stato qualche burlone dietro la cascina, che lanciava le uova e i sassi? «NO! Perché mentre avvenivano questi lanci, nel solaio e sul portico il signor Giuseppe Mazzola era appostato proprio con l’intenzione di vedere se c’era qualche male intenzionato a fare i dispetti. Malgrado la sorveglianza durata interi giorni del signor Mazzola e dei fratelli Giacomo e Vincenzo Taramelli non si vide mai nessuno». Preoccupate le famiglie del cortile decisero di chiamare il Parroco don Egidio Grassi per una benedizione, sperando che cessasse questo strano fenomeno. – E durante la benedizione cosa successe? « Ero presente quel pomeriggio che venne don Grassi a benedire, ricordo che fece allontanare i due chierichetti di qualche passo,e mentre benediva, alcune uova caddero ad intervalli, senza colpire nessuno». La faccenda continuò ancora per alcuni giorni fino a cessare completamente. – Sono passati ormai78 anni da quel fatto, non si è più verificato. La cascina è stata ristrutturata, il grosso noce al centro del cortile non c’è più, e nella casa vi abitano nuovi inquilini. Michele , per concludere,cosa mi dici del Borghetto”terra Santa” dopo questa storia?. « Malgrado tutto il Borghetto sarà sempre chiamato Terra benedetta “Santa” da noi mozzesi, per la sua posizione felice ed invidiabile.

                                                                                                                               Luigi Rota