Mozzo/Avventura: “Diario di un mozzese verso la montagna Sacra Ararat” quarta e ultima parte


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I francesi sono rimasti 3 giorni qui, tentando di salire e preparare uno spiazzo a m.3500 ma il vento ha reso praticamente inutile il lavoro, ricoprendo tutto. Che sofferenza quando sono arrivati i cavalli.
A cena se ne discute, i cavalli si sono arenati nella neve qui a 2900 m. La logistica SALTA, i campi alti sono praticamente impossibili. Saliremo e

valuteremo la situazione. Potrebbero anche essere possibili. 2250 m. Sveglia ore 5. La realtà è subito davanti ai nostri occhi, vento forte, le tracce di salita si cancellano nel corso di 4/5 minuti, già in un primo traverso verifichiamo placche di neve ventata. I pendii sono ancora sotto i 27°, proseguiamo, poi attorno ai m.3500 la salita si fa irta, 30/35° di pendenza, i lastroni di neve ventata si fanno evidentemente pericolosi. Salire o fermarci, la giornata è fantastica ma il vento soffia forte e il pericolo è in agguato.
La nostra avventura giunge al termine. Decidiamo di rientrare con l’amaro in bocca è la felicità di poterlo scrivere. L’Ararat , montagna sacra, i sui venti incessanti di queste giornate, ci rimandano ad un prossimo futuro. Prima parte della discesa delicata su ripido fra le ventata, poi divertimento. 

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