Mozzo/Volley: Quando un sogno diventa realtà: Lallio Volley-Mozzo Volley U14 : 2-3


IMG_0634.JPG

IMG_0633.JPGg

Quindici giorni fa si era scritto che mai si era sentito parlare del proverbio “non c’è tre senza quattro” e infatti….
Per la “quarta” sinfonia pallavolistica delle ragazze dell’U14 si va ancora… in trasferta. Rimbalzano, sui social
network mozzesi, i mugugni dei supporters per non aver potuto ammirare tra le mura amiche e per così tanto tempo i propri idoli. Per comprendere quale geniale pensata sta alla base della stesura di un calendario tanto strampalato (tre partite consecutive in trasferta più un turno di riposo) alcuni genitori stanno pensando di scrivere all’americano John O’ Keefel, premio Nobel 2014 per la Medicina e la Fisiologia all’insegna delle Neuroscienze. Gli appassionati saranno aggiornati dell’illuminata risposta.
Come per ogni trasferta che si rispetta il rito da osservare è sacro: ritrovo davanti alla biblioteca, la conta dei presenti, qualche incoraggiamento delle mamme più apprensive (“tesoro, hai messo sotto la maglietta pesante? Sai a Lallio fa freddo…”), la presentazione d Speedy Donda (il cane diventato la nuova mascotte dell’U14) e poi via con il corteo di auto. Ci scusiamo con il papà di Ilaria per averlo fatto…. aspettare…. si scherza ovviamente.
Vista la destinazione, a guidare il corteo viene indicato senza alcuna contestazione… Severino. E’ lui l’esperto di questo tragitto, l’unico che a fronte di una stima del Tom-Tom di tempo di percorrenza pari a 17 minuti per 8.5 km di distanza è riuscito, lo scorso anno, a moltiplicare tempi e distanze per Pi-greco (3,14159265358979323846…). Ma c’è chi dice di averlo visto stamattina mentre con la sua bianca Tiguan TSi BlueMotion provava e riprovava il percorso quindi… vai Seve, totale fiducia.
Lallio è notoriamente sinonimo di sport e divertimento tant’è vero che il suo nome, secondo la tradizione, proviene dal latino “alea” (dado) ovvero luogo dove si giocava a dadi. Si tramanda, infatti, che ai tempi di Roma (la Maggggica), i legionari impegnati nelle altre stagioni dell’anno nelle varie località montuose della bergamasca, riparassero qui in inverno, divenendo quest’area, località di passatempi. Per ricordare l’etimologia di Lallio, nello stemma del Municipio è stata raffigurata una scacchiera da gioco.
All’arrivo in quel di Lài (gemellato con il comune bavarese di Schongeising) si consuma l’ennesimo rito da trasferta: atlete e Laura… in palestra, genitori-tifosi… al bar di via Licini Cacciaguerra (bar La Piazzetta). Si parla dell’assenza di Samuele in cui figlio (nato a giugno) sta bruciando le tappe: dopo il battesimo di due settimane fa sembra che ora si stia preparando alla prima comunione…. Ma la vera discussione è su che partita sarà e appena l’azione eccitante della caffeina fa effetto, tutti di corsa al palazzetto.
La squadra si presenta al cospetto delle non irresistibili lalliesi in blu con l’assenza dell’alzatrice Sara D. che però viene rimpiazzata da…. Sara M.
Si parte e la partita si sviluppa in un equilibrio di gioco e di punteggio assoluto fino al primo nostro sorpasso (11-10) che costringe il coach delle “blu de Lài” al primo time-out. L’equilibrio non si spezza fino al break deciso delle nostre girls che vanno sul 22-18 (2° time-out Lallio) e si chiude sul filo di lana 25-23 per noi. Il vento sembra aver cambiato direzione e il pubblico mozzese non fa nulla per nascondere la propria soddisfazione. Parte la òla.
Ma si fa in fretta a tornare con i piedi per terra, soprattutto quando non ci si ricorda che le partite di volley si vincono solo se vinci almeno tre set. Infatti la partenza del secondo è da incubo: 0-5. Laura corre ai ripari e dopo il time-out riporta in partita le mozzesi; le nostre eroine rimangono aggrappate alla partita fino al 20-22 ma nulla possono fare, a fronte di incredibili errori in ricezione, per evitare di consegnare il set alle avversarie di Lallio. Ricordiamoci il buon Giòan Trapp (Cusano Milanino, 17 marzo 1939): “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”. Tutto da rifare.
Il terzo set si apre in ben altro modo ovvero con le U14 di Mozzo che scappano sul 7-1 e con un bel gioco (e in poco tempo) arrivano al 14-6. E qui si sente distintamente Marco B. da Presezzo pontificare: “questo lo si vince in carrozza” e poi ancora ma più sottovoce “e mi sa che loro non arrivano neppure alla doppia cifra”. Insorge scaramanticamente il pubblico a lui più vicino con conseguente tentativo di linciaggio. Buona la prima profezia (Marco B. intenditore) e netta vittoria del set 25-17.
Ora la strada appare in discesa. Ma ancora una volta si parta male, come nel secondo set (1-5); un risveglio immediato delle nostre “bimbe” ci fa volare sul 14-7 con Sara M. in evidenza per un serie di battute al fulmicotone. Ma ancora una volta ci si dimentica che per vincere il set si deve arrivare al 25 cosicché le nostre avversarie ci sorpassano sul 21-20. Time-out disperato di Laura ma “ghè niènt de fèr”, le blu di Lallio vincono il quarto 25-23.
Disperazione, imprecazioni e qualche lacrima isterica delle mamme in tribuna mentre qualcuno (il cronista) che pensa sia arrivato il momento di gettarsi di sotto. Ma vogliamo tutti troppo bene a queste ragazze, vogliamo quanto loro che si vinca la prima e allora… avanti con l’incitamento: il quinto deve essere nostro.
Le rosse de Moss sembrano aver visto le scene in tribuna e capiscono che sono ad un passo dal vedersi avverare un sogno. “We have a dream”, pensano telepaticamente, e infatti il quinto è una cavalcata trionfale: si passa per l’8-5 del cambio campo fino ad arrivare al match point del 14-8. Disperatamente l’allenatore lalliese chiama il time-out ma a nulla serve: il sogno si avvera con l’ennesima battuta efficace di Ilaria che porta il Mozzo Volley U14 al 15-9 e a vincere per 3 a 2 la sua prima partita della stagione.
Pubblico in visibilio, salti di gioia in campo, flash dei cellulari da ogni angolo del palazzetto e Laura…. in trionfo.
Subito la telefonata al Samu: “ABBIAMO VINTO !!!”. Chissà forse il coach si è commosso. Ma non lo sapremo mai.
Questo è la cronaca di cosa accade quando si avvera un sogno. Grazie ragazze.
Sempre, comunque ed ovunque… forza Mozzo.

Gianluigi Ubiali