Mozzo – Cori e sberleffi al Tricolore E la Lega finisce alla sbarra – Corriere Bergamo


Quella che vede intrecciarsi il Carroccio e le accuse per reati d’opinione (con assoluzioni e condanne a fasi alterne, processi in corso e ormai sepolti) è una storia che affonda le radici negli anni e non di rado ha coinvolto la terra orobica, in cui il movimento fondato da Bossi è più attivo e quindi più spesso alza i toni. Ultimo in ordine di tempo – a parte il caso dell’ex ministro di casa a Mozzo che ieri è stato indagato dalla procura di Bergamo per le parole contro il ministro Cécile Kyenge – è l’episodio del dicembre 2011, alla Bèrghem Frècc di Albino.

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Il procuratore della Repubblica di Bergamo Francesco Dettori sta infatti valutando se procedere nei confronti di Roberto Calderoli con l’ipotesi di reato di diffamazione aggravata dall’odio etnico-razziale. Ed è proprio l’aggravante, a differenza di quel che accadrebbe con una semplice diffamazione, a permettere agli inquirenti di procedere d’ufficio, senza dover attendere querele di parte. Fino a ieri, però, non era noto se la magistratura di Bergamo avesse già aperto formalmente un fascicolo d’indagine, nel quale naturalmente risulterebbe iscritta una sola persona, ovvero il senatore di Mozzo. È certo, però, che la polizia del commissariato di Treviglio non si è mossa in autonomia, ma su esplicita richiesta della procura della Repubblica, dove è stata fatta anche un’ampia rassegna stampa di articoli e commenti sul comizio di domenica

viaLa polizia acquisisce l’audio E scattano altri due esposti – Corriere Bergamo.