Mozzo/Corriere Adriano e i suoi fratelli Carramba, che rimpatrio – Corriere.it


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Adriano e i suoi fratelli Carramba, che rimpatrio – Corriere Bergamo.

Per raccontare la sua storia Adriano Cortinovis sceglie una foto di Piratininga, una cittadina del Brasile, nell’entroterra, a 300 chilometri da San Paolo. In primo piano c’è il forum, il piccolo tribunale con le palme all’ingresso e le facciate di una casa normale. Tutto, in effetti, nella sua vita è ruotato intorno a quel luogo. Lì, a 4 anni, è stato separato dai suoi genitori, troppo poveri per prendersi cura di quattro figli. Lì, ancora bambino, è stato affidato alla coppia venuta dall’altra parte del mondo per adottarlo, Luigi e Delia Cortinovis, di Mozzo. Lì, qualche settimana fa, è tornato alla ricerca del suo passato. E lo ha trovato.
Adriano Cortinovis ha il nome e l’accento che più bergamaschi non si può, ma è nato in Brasile, proprio a Piratininga, 23 anni fa, e sabato scorso ha riabbracciato i suoi fratelli: Alan, che oggi ha 25 anni, Pedro, 21, e Aline, di 20. Se li ricordava all’orfanotrofio. Alan era con lui. Pedro, in una struttura adiacente ma separata, lo vedeva solo attraverso un buco in una parete. E Aline, che era appena nata, stava al di là di un vetro, nella culla. Non li aveva più incontrati, né aveva avuto più loro notizie, dal settembre del 1996, quando arrivò in Italia, due giorni prima che iniziasse la scuola. Ma nel suo cuore non li aveva mai dimenticati. «Dentro di me – racconta da Bauru, dove si trova – sentivo come un vuoto, mi sembrava che mi mancasse qualcosa».

Diplomato all’Istituto tecnico industriale di Dalmine, Adriano lavora per due anni e mezzo in una grossa multinazionale, come impiegato. Quando l’ultimo contratto a termine scade, e non gli viene rinnovato, capisce che è il momento di andare alla ricerca. Lo aiuta il magistrato brasiliano che si era occupato della sua adozione e che era sempre rimasto in contatto con i Cortinovis. Il ragazzo gli scrive, lui riesce a metterlo sulle tracce di Pedro, che nel frattempo, a sua volta, era stato adottato, come Alan e Aline, tutti da famiglie brasiliane.
Il 16 maggio Adriano parte. Ha trovato solo Pedro, ma dentro di sé sa che può arrivare anche agli altri. Al forum di Piratininga rintraccia l’assistente sociale che lo aveva seguito da bambino e lei lo riconosce, si ricorda, addirittura recupera una vecchia agenda dove ancora conservava gli appunti sul suo caso e le fotografie che Luigi e Delia mandavano dall’Italia, nei due mesi che hanno preceduto l’adozione. In un baleno, Alan e Aline si materializzano.

«È stato emozionante rivederli – dice Adriano -. Abbiamo fatto un pò di fatica a spiegarci, ma siamo comunque riusciti a raccontarci tante cose. Loro, che non hanno mai lasciato il Brasile, mi hanno chiesto dell’Italia. La cosa più bella è stata la felicità che ho visto dietro ai loro sorrisi». Il dolore di un’infanzia difficile resta, ma forse fa un pochino meno male. «Il momento più brutto – ricorda – è stato quando ci hanno separato dai nostri genitori. Eravamo nell’aula del tribunale, piangevamo tutti. Io piangevo sempre anche in orfanatrofio, sotto a una panchina. Trovavo un pò di felicità solo nella brezza della sera, nell’arcobaleno o quando arrivava la pioggia forte. Sono le cose che ancora oggi adoro di più». Tornerà a Bergamo, Adriano, anche se l’idea è quella di trasferirsi in Brasile. «Per noi – dice papà Luigi – la cosa più importante è che sia contento. Prima o poi questa cosa doveva succedere, la viviamo come un momento di maturazione, anche nostra. E, se rimarrà in Brasile, vorrà dire che andremo noi da lui».