Mozzo: “Il Maestro Gavazzeni sedici anni dopo Ci sorprende ancora” L’Eco di Bergamo 24 luglio 2012


A partire dal 1928 Gianandrea Gavazzeni, giovanissimo allievo in composizione di Ildebrando Pizzetti, individuò i nuclei della sua poetica nelle «ragioni native», luogo della sua ispirazione musicale; argomento di scritti pubblicati tra il 1930 e il 1945 e di numerosissime lettere scambiate con Luciano Anceschi, allora sfollato a Villa Albani di Astino. Di quel periodo fecondo di creatività sono stati letti stralci di scritti e lettere da Aide Bosio e Diego Bonifaccio.
Il lungo discorso affettivo tra Gavazzeni e Anceschi iniziò intorno alla fine degli Anni Trenta a Milano, si dipanò a Mozzo, dove Anceschi durante la guerra era sfollato nella Villa Albani, e a Baveno dove Gianandrea e la moglie Mariuccia Polli – Gavazzeni si sposò giovanissimo, a 23 anni – si erano rifugiati durante la guerra. Dagli Anni Trenta al 1952, quando Anceschi si trasferì a Bologna per insegnare estetica all’Università, la loro vita fu costellata di incontri e di scambi epistolari.

letto su L’Eco di Bergamo del 24 luglio 2012