Mozzo/Biblioteca: Il fieno dei morti dal 2 maggio in esposizione


IL FIENO DEI MORTI
L’installazione di Rodolfo Invernizzi è costituita da quattro pannelli, come fossero parti di una pala d’altare. Sono porte che si aprono su stanze con più livelli interpretativi: testimoniano la raccolta del fieno in Valle Imagna in seguito ai due tagli annuali; rimandano all’agricoltura celeste, con allusioni astrologiche; suggeriscono significati alchemici, nella continua trasformazione della materia e dello spirito. L’opera si ispira a un antico rito: l’ultimo covone del raccolto veniva conservato in particolari fienili, denominati “stalle dei morti”, sacralizzato e offerto alla Chiesa. A Invernizzi interessa creare un legame tra i non più vivi e la terra che diede loro i natali, come se fosse invocata una resurrezione perpetua in un territorio continuamente rinnovellante, secondo il ciclo della Natura e dei movimenti astrali. È evocato anche il rito delle quarantore, legato al tempo che Cristo soggiorna nel ventre della terra prima di resuscitare nell’alba di una proiezione eterna. Rito che richiama altri riti, continuamente, per mutua consonanza, per innescare il moto delle forze contrarie e complementari, sia di origine pagana sia di matrice cristiana, che animano il respiro dell’unità duale morte/vita.
Dal 2 al 18 maggio, negli orari di apertura della biblioteca. Ingresso libero e gratuito.