Mozzo «Calderoli si dimetta» Ma la Lega resiste l’ Unita’ – letto su Codacons


«Calderoli si dimetta» Ma la Lega resiste.

“…fra i sindaci che hanno espresso solidarietà al ministro dell’ integrazione c’ è anche quello di Mozzo, il paese del bergamasco dove vive Calderoli. Mozzo è stata una roccaforte leghista per 19 anni ma alle ultime elezioni la maggioranza è andata a una lista civica di centrosinistra guidata da Paolo Pelliccioli…..”

Mozzo: Il sindaco di Mozzo alla Kyenge «Ministro, la nostra solidarietà ” Freenewspos.com


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Il sindaco di Mozzo alla Kyenge «Ministro, la nostra.

«Voglia accogliere la solidarietà di tutta l’amministrazione comunale e della cittadinanza di Mozzo». Il sindaco del paese, nel quale abita l’on. Calderoli, ha scritto al ministro Kyenge. Paolo Pelliccioli l’ha anche invitata a Mozzo.
Ecco il testo della lettera riportata da Mozzo News«Gentilissima Sig.ra Ministro Cécile Kyenge, mi permetto di scriverLe come “Primo Cittadino” del Comune di Mozzo, il paese in cui risiede l’On. Roberto Calderoli, Parlamentare della Lega Nord.

Mozzo/Kyenge, Calderoli: “Mi scuso per le mie parole” – Politica – Tgcom24


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Kyenge, Calderoli: "Mi scuso per le mie parole" – Politica – Tgcom24.

Il sindaco del comune dove vive Calderoli si dissocia – “Colgo l’occasione per invitarla nel nostro Comune, per dare un segno distintivo che dimostri quanto il Paese Italia e il paese Mozzo accettino i diversi punti di vista, ma non gli insulti personali, quali quelli pronunciati dall’onorevole concittadino”. L’invito rivolto al ministro per l’Integrazione, Cecile Kyenge, arriva da Paolo Pelliccioli, sindaco di Mozzo, comune alle porte di Bergamo dove vive il senatore leghista Roberto Calderoli. Dopo l’episodio di sabato sera a Treviglio, il primo cittadino ha voluto subito inviare una mail al ministro Kyenge, alla quale farà presto seguito una lettera ufficiale di scuse, con l’invito a visitare Mozzo. “Ho voluto scrivere subito al ministro – spiega il sindaco Pelliccioli – per dimostrarle tutta la solidarietà del Comune di Mozzo, che si dissocia totalmente dall’insulto del concittadino Calderoli”. Un’azione che, secondo il primo cittadino, “vuole fare chiarezza sulla spiacevole vicenda, affinché Mozzo non venga associato a un comune razzista”.