Mozzo – Don Daniel Boscaglia recupera Dopo il coma, ora le prime Messe – Cronaca – L’Eco di Bergamo – Notizie di Bergamo e provincia


Don Daniel Boscaglia recupera Dopo il coma, ora le prime Messe - Cronaca - L'Eco di Bergamo - Notizie di Bergamo e provincia

Dal 4 gennaio è ricoverato alla Clinica degli Angeli di Mozzo. Il recupero è ancora lento: don Daniel è sulla sedia a rotelle, ma «sostenuto dalla preghiera e dall’Eucarestia e con la riabilitazione fisica quotidiana spero di poter tornare presto in piedi». Attorno a lui l’aiuto e la spinta a riprendere è fortissima. Grazie all’insistenza di un amico, don Tino, all’Epifania ha ricominciato a celebrare la Messa.

E la sua nuova parrocchia? «Da San Giovanni Bianco sento una grande vicinanza: hanno esposto in via eccezionale la Sacra Spina quando ero in coma, in tanti pregano e chiedono di me, i giovani hanno creato un gruppo in facebook». Mercoledì il ritorno nella sua parrocchia, «solo per un giorno, poi il rientro in clinica»: alle 15, per la Messa dedicata ai ragazzi in preparazione alla festa della Sacra Spina. Un appuntamento segnato in lettere maiuscole sull’agenda.

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Mozzo/Escursioni: in Svizzera il 1 aprile – G.E.M. – Gruppo Escursionistico Mozzo


1 aprile

Pizzo Lagrev mt. 3164 – Svizzera

Il Piz Lagrev, la cui vetta non è visibile per tre quarti del percorso, risulta invece maestoso e con alte pareti rocciose sia dallo Julierpass (versante Nord) sia da Sils o dal Passo Maloja (versante Sud). Alle sue pendici sorgono i piccoli, ma noti centri abitati di Maloja, Sils e Silvaplana. Dalla cima, splendido panorama a 360° con vedute indimenticabili sull’Engadina e il Gruppo del Bernina e, soprattutto, sul Piz Julier che si erge maestoso dall’altro lato della valle.

CAPIGITA: Crotti Arturo e Mazzoleni Basilio per scialpinismo; Borgnini Massimo e Zola Alessandro per ciaspole

viaG.E.M. – Gruppo Escursionistico Mozzo.

Mozzo/Comitato Cernobyl – “Doniamo un sorriso ai bambini di Chernobyl”


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Doniamo un sorriso ai bambini di Chernobyl

26 Aprile 1986: un’esplosione scoperchia il reattore n° 4 della centrale nucleare di CHERNOBYL in Ucraina.

 La notizia fa rapidamente il giro del mondo; anche in Italia per qualche giorno è allarme.

Chi non è giovanissimo ricorda che in quel periodo era sconsigliato bere latte o mangiare verdure crude …poi l’allarme rientra e tutto procede come prima.

Ma tutto non è come prima, dato che quello di Chernobyl è stato, fra gli incidenti che si conoscono, il più serio nella storia del nucleare civile, con il rilascio di un quantitativo di radioattività pari a circa 200 volte quello delle bombe di Hiroshima e Nagasaki!

Mentre le bombe colpirono obiettivi mirati, mietendo immediatamente vittime, le particelle radioattive sprigionatesi dalla centrale di Chernobyl si dispersero nell’atmosfera, propagandosi a nord e ad ovest, spinte dalle correnti verso la Russia e in particolare la Bielorussia. Le piogge, in seguito, fecero precipitare la radioattività al suolo, contaminando pesantemente soprattutto la zona della provincia di Gomel.

Nelle regioni sud-orientali del Paese, su cui ricadde la maggior parte della radioattività, fra i bambini sono aumentate le patologie del cuore, dei reni e degli arti ed è stato segnalato l’aumento di cancro alla tiroide. Fra gli effetti meno gravi, ma più diffusi, è un generale indebolimento delle difese immunitarie, con conseguente decorso più severo anche delle malattie infantili considerate banali.

Sono trascorsi 26 anni, è vero, e per tutti noi che viviamo all’insegna della fretta e della contingenza, è quasi normale cancellare un pezzo di passato, oltretutto scomodo ed inquietante … ma la radioattività non ha i nostri parametri temporali e non si elimina in pochi anni. Secondo una valutazione delle Nazioni Unite, le peggiori conseguenze per coloro che sono stati esposti alle radiazioni non si sono ancora manifestate ed il numero esatto delle persone che con buona probabilità saranno colpite da seri problemi di salute non si conoscerà prima del 2016, mentre per altre fonti non prima del 2025.

Fortunatamente, però, ci sono anche notizie confortanti.

I dati sui controlli sistematici che vengono effettuati sui bambini che tornano in Bielorussia, dopo aver trascorso un periodo di vacanza in Italia, mettono in evidenza che la radioattività si riduce del 30, 40 %, con un notevole beneficio sul corredo immunitario indebolito.

Ecco il motivo che ha convinto alcune famiglie di MOZZO a costituire nel Maggio del 1997 il “Comitato CHERNOBYL”, inserito nel progetto della Fondazione “Aiutiamoli a vivere” : ospitare ogni anno, per circa un mese, bimbi bielorussi fra i sette e i 10 anni a cui dare la possibilità di una vita più sana e di un futuro migliore.

Questa è la convinzione che ci anima tuttora, dopo 15 anni, e che ci spinge a continuare anche col TUO AIUTO!!!

Per qualsiasi informazione sul programma di aiuto o curiosità contattaci tramite l’indirizzo chernobylmozzo@hotmail.it

 pagina a cura del comitato “AIUTIAMOLI A VIVERE” di Mozzo