«Mozzo- “Papà, quante cose ti vorrei raccontare” Giovedì 06 Ottobre 2011- letto su L’Eco di Bergamo


«Papà, quante cose ti vorrei raccontare…». «”Ciao mamma”. Non immagina nessuno quanto mi manchi dire queste due semplici parole…». Paola Rota, sorella di Michele e figlia di Giovanni e Clara di Clanezzo, morti nell’incidente di Linate, scrive sul sito Internet del «Comitato 8 ottobre» (comitato8ottobre.com). Parole di ricordo, di tenerezza, di dolore per una ferita che non si rimarginerà mai. Come lei tanti altri familiari e amici lasciano i loro messaggi ai cari persi nella tragedia.
Decine i post lasciati da Marzia Nervi nella pagina dedicata al marito Simone Zanoli di Verdellino. Dieci anni trascorsi sperando che al lutto per la perdita di Simone non si aggiungesse anche il lutto per la sconfitta della giustizia.
«Invece è proprio ciò che è accaduto – dice Marzia, che all’epoca della strage di Linate era una giovane sposa alla soglia dei 25 anni –. Nulla può ridarmi i sogni, le speranze, la vita che Simone e io stavano progettando e costruendo. Ma se almeno giustizia fosse stata fatta ci sarebbe un poco di balsamo su una ferita che non si rimarginerà mai».
Eppure i parenti delle vittime di Linate e in particolare i genitori di Simone, la moglie, i suoceri, in quella giustizia ci avevano creduto davvero.
«Ricordo quel giorno come fosse ora – ha raccontato Giuseppe Nervi, padre di Marzia –. Avevano radunato i parenti in una sala e ricevemmo la visita di Formigoni. Colpito dalla giovane età di mia figlia, che il dolore faceva sembrare ancora più giovane, le chiese se avesse perso il padre. Lei risposte che a perire in quell’assurdo incidente era stato il marito, appena trentenne. La promessa fatta da Formigoni, di trovare al più presto i responsabili di tanto dolore, non è mai stata mantenuta».
Marzia ora abita a Osio Sotto, ha un figlio di 4 anni. «Simone e io ci siamo innamorati quando ancora eravamo ragazzi – dice – siamo cresciuti insieme, siamo diventati adulti insieme condividendo tutto ciò che di bello la vita può dare a due ragazzi innamorati. Questi anni sono stati lunghi, difficili perché non ci hanno permesso di capire, di avere giustizia».
E mentre il dolore si rinnova all’avvicinarsi di ogni anniversario, il sorriso di Simone accoglie chiunque voglia visitare il sito del «Comitato 8 ottobre», consegnato all’immortalità insieme alle parole che Marzia scrive con assiduità per accompagnarlo al di là delle nuvole. Vive oggi a Mozzo…..

 

prosegue sulla versione cartacea del giornale

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