Mozzo/1998-Cronaca nera-Piazzano titoli rubati: arrestati


Ugo Turco, 42 anni, incensurato, di Mozzo in provincia di Bergamo, assunto come fattorino in una ditta di Agrate. I titoli al portatore, tutti della “Banca Antoniana Popolare Veneta”, erano stati rubati durante il ponte di Capodanno dalla casa di un avvocato in provincia di Padova. Tocca a Ugo Turco il compito di piazzarli a Milano. Il fattorino conosce per motivi di lavoro la titolare di un’agenzia finanziaria vicino alla stazione Centrale. E le propone l’affare per l’intermediazione: il 20 per cento del valore in cambio della vendita di tutti i titoli. Via fax, Turco le manda anche la fotocopia di un certificato da 100 milioni

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Mozzo-La pista ciclabile dei Colli Astino sarà la prossima tappa – Cronaca – L’Eco di Bergamo – Notizie di Bergamo e provincia


Il Parco dei Colli guarda all’estero per rilanciare l’utilizzo delle due ruote e investe per espandere la rete ciclopedonale. «Abbiamo scelto il modello proposto dalle città del nord come Vienna e Amsterdam – spiega il presidente Gianluigi Cortinovis – che in questo campo sono molto più all’avanguardia di noi».

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Mozzo: Auto d’epoca, baby navigatore Ma al volante guida il papà – visto su L’Eco di Bergamo


Ezio Ronzoni e il figlio Andrea, 14 anni, in gara da oggi nella Coppa Dolomiti
«Nella regolarità una sfida senza esasperazioni e con rispetto, come una volta»

di Giovanni Cortinovis

«Nella regolarità la sfida è come una volta, senza esasperazioni e nel rispetto degli avversari. Ricordo gare in cui chi era in testa si è fermato per soccorrere un amico rimasto in panne, perdendo ogni speranza di successo. È il concetto di competizione che vorrei trasmettere a mio figlio e per questo l’ho voluto come navigatore, anche se ha solo 14 anni». Ezio Ronzoni di anni ne ha 50 e di professione è amministratore delegato di Banca Galileo. Da oggi a domenica Ezio è in gara alla Coppa delle Dolomiti con il figlio Andrea, il più giovane dei 175 equipaggi iscritti: il regolamento stabilisce che per le gare internazionali l’età minima per fare da navigatore sia 14 anni.
Come premio un motore d’epoca
«Andrea ha appena finito la terza media e per premiarlo dei voti in pagella l’ho mandato da un signore di 84 anni, Samuele Baggioli, soprannominato “Veloce”, preparatore storico di motori di auto d’epoca. Gli ha messo in mano un motore di una Alfa Romeo d’epoca e insieme l’hanno smontato. È rientrato a casa grondante olio ma contento. D’altronde questo sport permette di farsi un bagaglio culturale diverso dalle auto moderne, costituite per lo più di elettronica». I due bergamaschi sono al via su una Fiat 1100/103 TV Pininfarina del 1954: «Di questo modello non ne sono state prodotte molte e il mio esemplare ha disputato la Mille Miglia nel 1954 e nel 1955, quando era una gara di velocità».
La precisione è tutto
Oggi invece le gare di auto storiche sono definite di regolarità e consistono in una serie di prove cronometrate nelle quali bisogna spostarsi da un punto di partenza a uno di arrivo in un determinato tempo, preciso al centesimo di secondo. A differenza dei rally, non vince chi impiega meno tempo, ma chi si avvicina più possibile al tempo prestabilito: completare la prova speciale con 30 centesimi di anticipo o 30 di ritardo è ai fini pratici lo stesso perché le penalità sono proporzionate ai centesimi di differenza. «Ad essere sinceri, date le medie tutt’altro che proibitive richieste, ciò che conta sono gli ultimi 2 metri di ogni prova. Il cronometro si ferma quando la ruota passa su un pressostato ma il regolamento vieta di mettere fuori la testa. Così, noi piloti costruiamo una serie di mirini, cioè mettiamo dei segni sull’abitacolo che ci permettano di capire quando la ruota è sul tubo di rilevazione del tempo».
Insieme si vince e si perde
«Alcuni si allenano ogni giorno, noi invece lo facciamo una volta alla settimana. Basta avere a disposizione un grande parcheggio vuoto, di un’azienda o di un centro commerciale: poi fissiamo a terra il pressostato». Ezio ed Andrea gareggiano in coppia da quattro anni nelle gare di club, dove il limite per navigare è appunto di 10 anni: sono gare di solito confinate nei kartodromi e organizzate per avvicinare a questo sport i più giovani e le famiglie. «È un modo per stare con mio figlio. Insieme abbiamo anche vinto qualche garetta ma, pur essendo competitivo, quando commetto un errore mi conforta dicendomi “faremo meglio la prossima“. Aiuta correre attraversando paesaggi da cartolina perché le sensazioni che si provano sono impagabili».
pubblicato sulla versione cartacea de L’Eco di Bergamo Venerdì 02 Settembre 2011 SPORT Pagina 71

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Mozzo – Ciclabile Colli: prossima tappa Astino Il progetto del Parco prevede un tracciato dalla Madonna della Castagna a Mozzo fino al monastero – visto su L’Eco di Bergamo del 6 settembre


L’opera complessiva prevede un costo elevato, pari a 4 milioni di euro e una lunghezza di oltre 60 chilometri, e per questo il progetto è stato ripartito in tre schemi di lavoro differenti. Il primo tratto sarà quello che, dalla Maresana (zona Monte Bastia), attraverserà il Castello della Moretta, il Pisgiù e si concluderà a Bruntino Alto, per un totale di due milioni di euro. Il secondo tratto, invece, riguarda la zona che da Torre Boldone e Ranica farebbe da ponte tra la ciclovia del Serio e quella del Parco dei Colli, per un investimento pari a un milione di euro. Il terzo passo, invece, quello su cui il Parco dei Colli ha deciso di puntare, prevederebbe un collegamento tra la rete ciclopedonale interna ai comuni di Mozzo e di Valbrembo con la rete più vasta che il Parco dei Colli sta attivando a cavallo dei colli di Bergamo; in prospettiva ne deriverà una rete continua senza interferenze con viabilità ordinaria che salderà la città di Bergamo al Brembo e ai primi rilievi orobici. Da via Baioni sarà possibile raggiungere il monastero di Astino tutto su pista ciclabile.
Due tracciati

L’opera secondo il progetto attuale costerebbe un milione di euro. «L’ambizione che coltiviamo – svela Cortinovis – è quella di sviluppare un percorso più semplice verso Mozzo ed uno più impervio che si dirama verso il Pascolo dei Tedeschi in direzione Madonna del Bosco». Al momento c’è il progetto definitivo, resta il problema della copertura finanziaria dei costi. Il Parco, da parte sua, come per ogni iniziativa dovrebbe garantire il 10% del costo totale, affidando il resto agli sforzi degli enti locali e provinciali, ma confidando soprattutto in bandi europei o regionali. «Ma i Comuni sono con l’acqua alla gola e gli enti maggiori potrebbero non avere sufficienti fondi da stanziare».
Ad ogni modo la proposta di una rete ciclopedonale nell’ambito della mobilità innovativa potrà contribuire ad un cambiamento delle abitudini locali, almeno in termini di spostamento. «Se la gente si rendesse conto che risparmio, natura e moto fisico comporterebbero un notevole innalzamento del tenore di vita – spiega Cortinovis – si aprirebbero scenari decisamente innovativi»

di Cristiano Gamba

prosegue sulla versione cartacea de L’Eco di bergamo di Martedì 06 Settembre 2011 CRONACA Pagina 27