Mozzo: Cena, bella serata rovinata dai Centri Sociali. Hanno offeso una comunita’. « MOZZO


Una comunita’ forse preoccupata per il clamore intorno al nostro paese dei media sicuramente con la percezione  di essere stata abbandonata, ci dispiace dirlo, dalle istituzioni centrali. “Gli hanno dato il permesso di soggiorno e poi li hanno abbandonati”. Questa la frase ricorrente in paese. Una comunita’ solidale al di la’ delle apparenze. Di nascosto, senza clamore quasi una milizia di “volontari della carita’” che pero’ non hanno voluto pubblicita’, la carita’ e’ donare senza ricevere nulla in cambio.

viaMozzo: Cena, bella serata rovinata dai Centri Sociali. Hanno offeso una comunita’. « MOZZO.

Migranti, vertice in Prefettura «Le regole si devono rispettare» – Cronaca – L’Eco di Bergamo


Si tratta di organizzare infatti la loro presenza sul territorio: trovare loro un luogo di accoglienza, ma anche fornire loro i mezzi di sostegno per vivere sul territorio.  E questo, sottolinea Callioni, «evitando di cedere a provocazioni e strumentalizzazioni». Come quella che si è per esempio verificata a Mozzo: nella serata del 1° maggio è dovuta infatti intervenire la polizia alla cena organizzata all’oratorio dal curato don Andrea Pedretti per consentire un incontro tra i profughi tunisini e diversi politici bergamaschi. Al termine della cena, quando il sindaco e i due leghisti Daniele Belotti e Roberto Pedretti stavano informando i profughi sulle possibilità di inserimento e anche sull’opportunità di raggiungere la Francia, due rappresentanti della sinistra antagonista hanno lanciato alcune provocazioni. Le tensioni sono cresciute e il parroco ha chiuso la serata che si è fatta sempre più tesa, tanto da rendere necessario un intervento della polizia.

viaMigranti, vertice in Prefettura «Le regole si devono rispettare» – Cronaca – L’Eco di Bergamo.

Vertova (Verdi) – “Tunisini, dove sono comunità islamica e Curia?” | Politica | Bergamo News


Si commentano da sole le scenette riportate dai giornali di vari personaggi (tra cui i consiglieri regionali Pedretti e Belotti) che all’oratorio di Mozzo si sono messi a litigare sotto gli sguardi (immagino attoniti) di alcuni ragazzi tunisini. Pare inoltre che Pedretti voglia fare una donazione: facile essere generosi quando si guadagna più di 10 mila euro al mese!

I ragazzi tunisini arrivati nelle città italiane stanno cercando di esercitare i diritti aperti dal permesso di soggiorno “per motivi umanitari” concesso dal Governo e in particolare dal Ministro Maroni. Questi diritti, ripeto concessi da Maroni, sono i seguenti: muoversi e abitare per almeno sei mesi nelle città europee.

viaVertova (Verdi) – “Tunisini, dove sono comunità islamica e Curia?” | Politica | Bergamo News.

Oratorio di Mozzo – Politici a cena con i tunisini Arrivano due antagonisti, è caos | Politica | Bergamo News


Al termine della cena, quando il sindaco e i due esponenti del Carroccio stavano informando i cittadini tunisini sulle possibilità, o meno, di soddisfare le loro richieste, ad esempio con un viaggio in Francia, due noti rappresentanti della sinistra antagonista che avevano cenato proprio lì, in oratorio, hanno lanciato le loro provocazioni.

viaOratorio di Mozzo – Politici a cena con i tunisini Arrivano due antagonisti, è caos | Politica | Bergamo News.

Il caso – Mozzo, uccise sua madre, Flavio Tironi è latitante da due anni | Hinterland | Bergamo News


Il caso – Mozzo, uccise sua madre, Flavio Tironi è latitante da due anni | Hinterland | Bergamo News.

Che fine abbia fatto non è dato sapere. E non è chiaro se ai carabinieri siano arrivate segnalazioni di Flavio Tironi, ormai 47 anni, condannato in Cassazione a 22 anni di carcere per l’omicidio della mamma Ge mma Lomboni, trovata morta nell’abitazione di famiglia a Mozzo il 28 giugno del 1994. Di sicuro il figlio omicida non è stato ritrovato. A scontare la sua pena è rimasto a Bergamo il papà Michele, 76 anni, condannato anche lui alla stessa pena, per aver agito in complicità con il figlio (nella foto padre e figlio nel 1994). La fuga di Flavio Tironi, che si è completamente dileguato, fu resa possibile dal fatto che non si trovava in carcere al momento della sentenza di Cassazione. Era il 12 dicembre del 2008, ormai 14 anni dopo quell’omicidio che in primo grado non aveva portato ad una condanna per padre e figlio, e a Flavio Tironi arrivò la notizia dell’ultima decisione dei giudici, ormai inoppugnabile. Si dileguò molto rapidamente. I carabinieri trovarono solo il papà Michele. Da allora più nessuno ha visto il quarantasettenne. Lo si aspettò al varco già nelle feste natalizie che seguirono la sentenza definitiva. Avrebbe potuto fare, forse, una telefonata a qualche parente. Ma nulla di utile. Si è parlato di una sua fuga all’estero, ma comunque in Europa. Ma non c’è mai stata una segnalazione decisiva. L’interpol era stata informata della fuga del bergamasco. Che non è più stato ripreso. Secondo la giustizia è l’autore del delitto della mamma, trovata impiccata a Mozzo. Ma era stata prima strozzata, si scoprì dopo. Una simulazione. Ma il padre e il figlio furono assolti in primo grado perchè non si era riusciti a ricostruire chi dei due avesse ucciso effettivamente la donna, un nodo attorno al quale è nata e durata fino al 2008 una lunghissima querelle giudiziaria che è tornata più volte negli uffici della Corte d’Appello di Milano e infine della Cassazione. Una sentenza, l’ultima, ritenuta ingiusta dal legale di padre e figlio, l’avvocato Roberto Bruni, data “l’assenza di prove di un concorso tra Michele e Flavio Tironi”.