Mozzo: i tunisini, in patria le frustate qui la Liberta’- Sono in 70- L’Eco di Bergamo – Homepage


Il costato di Farhat porta impressi i segni indelebili delle conseguenze della ribellione al regime di Ben Ali ed è quasi surreale osservarlo mentre si solleva maglietta e felpa qui, all’imbocco del sottopasso della Dorotina di Mozzo: su petto, schiena, pancia, braccia non si contano le cicatrici fresche. Sono decine. «Tutte frustate – racconta in un italiano stentato –. Mi ha preso la polizia tunisina fedele al regime durante le sommosse popolari di qualche mese fa e mi ha fatto questo. Ma ho ottenuto la libertà e ora sono qui».

Farhat Gharmoul ha 28 anni e riesce, nonostante tutto quello che ha passato, a sorridere: viso smagrito sotto una coppola nera, racconta di essere contento di trovarsi ora in Italia, lontano da quello che ha dovuto sopportare. Purtroppo, però, anche dalla sua famiglia. Il suo sogno – spiega – è ancora a metà, perché lui, come gli oltre trenta suoi connazionali che da ormai diversi giorni si trovano a Mozzo, vorrebbe in realtà andare in Francia a lavorare.

prosegue sulla versione cartacea in edicola oggi a pagina 27. L’Eco di Bergamo – Homepage.

Il Giorno – Bergamo – Troppi i tunisini senza dimora “Apriamo il centro di ricovero”


Mozzo, 27 aprile 2011 – Sono quasi un centinaio, arrivati in ordine sparso a Mozzo e nei comuni vicini di Curno, Treviolo e Ponte San Pietro dopo essere sbarcati a Lampedusa. Si tratta dei profughi tunisini, la maggior parte dei quali ha il permesso di soggiorno temporaneo di 6 mesi, ma la cui presenza sta creando comunque problemi e disagi ai cittadini.

Per questo motivo le amministrazioni comunali di Mozzo, Curno e Treviolo hanno scritto una lettera al prefetto di Bergamo, Camillo Andreana, chiedendo che venga aperto al più presto un centro di ricovero per immigrati, dando così seguito ad una decisione presa al termine della riunione che si è svolta in prefettura il 6 aprile.

viaIl Giorno – Bergamo – Troppi i tunisini senza dimora “Apriamo il centro di ricovero”.

L’UDC di Mozzo attacca l’amministrazione comunale-Il fallimento degli slogan leghisti: Mozzo e’ l’esempio « MOZZO


Abbiamo deciso di non pubblicare (in chiaro) le foto delle scritte apparse in paese che denotano il malessere verso una politica fallimentare fatta solo di slogan. Un attacco diretto a chi fa solo fumo, ecco perche sono state subito rimosse. Del resto forse gli autori delle scritte sono ben identificabili ma forse non c’e’ nessun interesse politico nel far emergere le responsabilita’ reali. Basterebbero le immagini delle telecamere…

viaIl fallimento degli slogan leghisti: Mozzo e’ l’esempio « MOZZO.

«Centri di ricovero per i tunisini» Mozzo, Curno e Treviolo dal Prefetto – Cronaca – L’Eco di Bergamo


A Mozzo la presenza di un gruppo di immigrati tunisini arrivati nel paese bergamasco, dopo essere sbarcati a Lampedusa, sta creando numerosi problemi. Nella località orobica, così come a Curno, Treviolo e Ponte San Pietro, nelle ultime due settimane sono arrivati, a gruppi, circa un centinaio di tunisini, la maggior parte dei quali in possesso del permesso di soggiorno temporaneo, valido sei mesi.

Una presenza che, secondo il sindaco di Mozzo, è «molesta e sta creando disagi alla popolazione – spiega Silvio Peroni -: a Mozzo sono una trentina i tunisini senza fissa dimora che usano il parco pubblico come bagno, disturbando i passanti chiedendo denaro e suonando ai citofoni sempre alla ricerca di soldi».

Una situazione preoccupante che, secondo il sindaco, ma anche le minoranze politiche di Mozzo, deve essere gestita «aprendo al più presto i centri di ricovero per immigrati che erano stati decisi in un incontro in Prefettura lo scorso 6 aprile – continua Peroni -. Per questo motivo come Comune di Mozzo faremo una richiesta formale al prefetto Andreana per velocizzare l’iter di apertura. Con noi anche il Comune di Curno e Treviolo».

Le zone in cui, probabilmente attraverso il passaparola, si sono concentrati i tunisini sono la Marigolda di Curno, via San Zenone a Curnasco di Treviolo, l’Isola al confine con Ponte San Pietro e soprattutto Mozzo, al cimitero, in discarica e nella zona del Golf Indoor. Mozzo è stata scelta dalla maggior parte degli immigrati come dormitorio: a decine hanno trovato riparo sotto il viadotto vicino al cimitero. La preoccupazione dei cittadini e piccoli episodi di criminalità hanno portato i carabinieri a intervenire nei giorni scorsi.

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Il Blog di Ponte: Mozzo, spuntano scritte razziste contro i tunisini


Un gesto di intolleranza e di stupidità, a Mozzo, dopo l’arrivo dei gruppi di tunisini che si sono insediati in paese nelle scorse settimane.

Tra la notte di sabato 23 e la mattina di ieri, ignoti hanno imbrattato con scritte xenofobe il passaggio pedonale del Tombotto (via degli Alpini), che collega la Dorotina Alta con il centro sociale del paese, scelto come dimora provvisoria dagli extracomunitari appena arrivati.

«Opera di qualche cretino»

«Questa è la reazione di qualche cretino sull’onda degli arrivi di sfollati nel paese – commenta seccato il sindaco Silvio Peroni (Lega-Pdl) –. I problemi sussistono, ma non trovo la necessità di queste ingiurie che faremo presto coprire». Dieci le scritte contenenti insulti e minacce: cinque sulla facciata di una casa privata in zona Dorotina Alta, quattro sui muri del Tombotto vicino al centro sociale e una sulla pavimentazione stradale, con inequivocabili riferimenti alla presenza degli immigrati nordafricani.

viaIl Blog di Ponte: Mozzo, spuntano scritte razziste contro i tunisini.