Mozzo: i tunisini, in patria le frustate qui la Liberta’- Sono in 70- L’Eco di Bergamo – Homepage


Il costato di Farhat porta impressi i segni indelebili delle conseguenze della ribellione al regime di Ben Ali ed è quasi surreale osservarlo mentre si solleva maglietta e felpa qui, all’imbocco del sottopasso della Dorotina di Mozzo: su petto, schiena, pancia, braccia non si contano le cicatrici fresche. Sono decine. «Tutte frustate – racconta in un italiano stentato –. Mi ha preso la polizia tunisina fedele al regime durante le sommosse popolari di qualche mese fa e mi ha fatto questo. Ma ho ottenuto la libertà e ora sono qui».

Farhat Gharmoul ha 28 anni e riesce, nonostante tutto quello che ha passato, a sorridere: viso smagrito sotto una coppola nera, racconta di essere contento di trovarsi ora in Italia, lontano da quello che ha dovuto sopportare. Purtroppo, però, anche dalla sua famiglia. Il suo sogno – spiega – è ancora a metà, perché lui, come gli oltre trenta suoi connazionali che da ormai diversi giorni si trovano a Mozzo, vorrebbe in realtà andare in Francia a lavorare.

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