Cavallino rosso vs Biscione?


Come di consueto le ferie agostane riservano novita’ politiche che potranno avere sviluppo a settembre. Dopo la cacciata di Fini dalla Pdl da parte di Berlusconi lo scenario politico prosegue nel suo movimento che fino ad oggi aveva visto sviluppi solo a sinistra e al centro: l’uscita dal Pd di diversi deputati sia verso l’ Udc che con Rutelli. Quindi la minaccia di Berlusconi e Maroni di andare a elezioni in autunno deriva proprio dalla preoccupazione che le prove di coalizione intorno al caso Caliendo non riescano così presto a diventare qualcosa di piu’ importante e minaccioso. La macchina da guerra del centro destra puo’ vantare una organizzazione e possibilita’ di investimenti economici di tutto rispetto, quindi in grado di stroncare alla fonte ogni nuova iniziativa politica. La Lega condannata a un alleanza elettorale con la Pdl non ha mai provato a viaggiare da sola. Cosa che solo l’ Udc ha già sperimentato in questi due anni. Quindi se davvero queste prove al centro diventassero qualcosa di piu’ concreto sarebbero una minaccia per il centro destra, di tutto rispetto. I piu’ attenti avranno notato che le due nuove formazioni di Rutelli e Fini hanno nel nome non ha caso ” per l’Italia” quasi a prefigurare un progetto federativo. Infatti Casini non ha ancora deciso il nome della sua aggregazione che non a caso potrebbe avere lo stesso motto nel nome. Forza Italia insegna. A questo punto le finte ritrosie di Montezemolo potrebbero venire meno e quindi… Stranamente anche Grillo, che ha annunciato di scendere in politica, ha parlato del Presidente Ferrari. Una sfida da Formula Uno: Montezemolo, Berlusconi, e il rosso Bersani. Non per nulla Montezemolo ha mollato la Fiat, Presidenza che poteva metterlo in difficoltà in una campagna elettorale dove il voto popolare e’ importante. Meglio solo presidente del cavallino rosso. Non ultima la presa di posizione pesante della Chiesa sulla mancanza di una classe politica e la bordata di Famiglia Cristiana. Dalla parte di Berlusconi rimane il fatto che la potenziale allegra brigata ha molte differenze soprattutto sul piano etico. E i solchi sono profondi. Anche da questa parte le contraddizioni sono pesanti tra chi vuole la secessione e chi inneggia all’ Italia unita. Ma la politica e’ cambiata. PennaBianca(c)